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lunedì 2 luglio 2012

Razor - Dobrenjščica

Una gran bella giornata di montagna quella di venerdì scorso.
Dopo un paio d'anni di esitazioni, vado si-no-non so, ma forse è pericosolo, eccetera, mi sono deciso. Era ora di andare a vedere la mulattiera di planina Dobrenjšcica.

Parto da Tolmin e salgo fino a planina Razor lungo la strada più facile, passando per planina Kuk.
Fin qui nulla di nuovo, anche se certi panorami non stancano mai.
Dopo una breve sosta al rifugio si inizia la traversata sul sentiero.

La prima parte nel Bosco, fino alla sella di Kal, la seconda parte invece lungo un sentiero letteralmente scavato sul fianco della montagna.


Quasi sempre pedalabile e comunque mai pericoloso, presenta solo un paio di tratti di pochi metri dove è necessaria un po' di prudenza.

Dopo circa 3 km di sali scendi il sentiero inizia a scendere decisamente verso casera Dobrenjšcica.

Da qui ha inizio la parte più difficile della discesa perchè il fondo spesso scavato costringe in alcuni punti a scendere dalla bici.
Si tratta di altri 3 km in cui si perdono 600 metri di quota, il chè la dice lunga sulle pendenze.
Giunti alla sorgente della Tolminka il sentiero ha termine e si procede su una rotabile dal fondo decisamente smosso per alcuni tornanti, poi, da planina Polog in avanti, su fondo molto buono.

Riassumendo: 48km per circa 1600 metri di ascesa complessiva, giro molto impegnativo sia fisicamente che tecnicamente. Sicuramente uno dei più belli che ho potuto fare fin'ora.


sabato 12 maggio 2012

Kolovrat II

Se forse non s'era ancora capito: ho una particolare predilezione per la zona nei dintorni di Tolmino e Caporetto.
D'altronde, visti i panorami, non vedo come possa essere diversamenta.

Per questa gita sono salito nuovamente sulla cresta del Kolovrat, stavolta però partendo dal versante italiano, in particolare dalla frazione di Clodig e raggiungendo poi la vetta più alta, il Kuk.


La salita, è sempre regolare e per quasi tutta la prima parte è immersa in un fresco bosco. A tratti permette anche di riposare la gamba e, già nei dintorni di Drenchia, fa godere di splendidi scorci panoramici.
Una volta raggiunta la strada panoramica ho scelto di attraversare subito il confine e continuare verso il Kuk pedalando sul versante sloveno.
Molto suggestiva è la zona del museo all'aperto della grande guerra, dove antiche trincee e resti di fortificazioni sono valorizzati in ricordo del conflitto.
La strada panoramica offre sempre il meglio di sè verso Nord.

L'ultimo tratto di salita verso la vetta del Kuk si percorre su strada sterrata e a tratti cementata dalla pendenza impegnativa, che stavolta, visto los tato di forma non proprio eccelso, devo affrontare a piedi.



Dopo una breve sosta per riposarmi e per godere la vista a 360 gradi, indosso le protezioni e inizio la discesa.

Poco più in basso imbocco uno splendo sentiero che tra tratti veloci, altri un po' tecnici ma senza eccessive difficoltà, mi porta fino a Topolò.
Da qui, passando tra sentieri, asfaltate, sterrate, centri di piccole frazioni, con molto divertimento e, purtroppo, in poco tempo si ritorna al punto di partenza.

Tutto sommato una bella gita, anche questa da mettere tra i posti dove tornerei volentieri.

lunedì 29 agosto 2011

Planina Razor e discesa da Planina Stador

L'idea iniziale era di fare un giro non troppo lungo, così pensavo che l'ideale fosse la salita fino a planina Stador (1050 metri s.l.m.) e scendere verso Poliubinj sul single track proposto da Leon Leban sul suo libro MounTminBike

Sullo sfondo il Rodica

Poi l'insistenza del buon Miran, invitato speciale del giorno, per fare un po' più di dislivello, mi ha fatto prensare a proseguire la salita fino a planina Razor (1325 metri s.l.m)

Che dire... sicuramente la fatica in più è stata ampiamente ripagata dagli spettacolari panorami che si possono ammirare in vari punti.

Dopo planina Kuk

Miran dice: "il passaggio per planina Lom è come entrare in una valle incantata. dalla stradina di bosco si sbuca su questo pianoro con stalle, un po di sacrosanta merda di vacca (giusto un pochino) e due casette rusticissime"

Giunti alla malga Razor, un piccolo sforzo permette di salire al soprastante rifugio e concedersi così una rinfrescante Lasko prima di intraprendere la disesa la cui prima parte, fino a planina Stador, ripercorre la strada della salita.

Ultime fatiche

Il single track ha inizio poco dopo la deviazione per la vetta del Kobala.
Inizialmente può sembrare non ciclabile, a causa delle rocce e dell'erosione, ma poche centinaia di metri inzia ad essere praticabile in sella. Sempre un po' impegnativo a causa del tipo di fondo, non concede mai la minima distrazione. In pochi e brevi punti si deve scendere dalla sella a causa del fondo costituito da pietro troppo grandi e smosse.

Il primo tratto ha termine verso quota 700 metri s.l.m. dove si sbuca in corrispondenza di uno dei tornanti della strada percorsa in salita.
Dopo un centinaio di metri però il sentiero si stacca nuovamente dall'asfalto e riprende a scendere nel bosco, fino a quota 500 circa per finire nuovamente sulla strada.
Dal tornante successivo inizia un breve tratto di strada forestale che porterà alla picchiata finale in un singletrack roccioso e ripido fino alla fine.

Complessivamente un bel giro da 4 stelle: come sempre, bellissimi i posti visitati.
Difficoltà salita: 3/5
Difficoltà discesa: 4/5

lunedì 22 agosto 2011

Planina Sleme

Venerdì scorso mi sono recato a Tolmin in Slovenia per effettuare uno dei giri classici della zona: salire a Planina Sleme, la malga situata alla quota più alta (1448 metri s.l.m.) della zona di Tolmino, e scendere verso la valle del torrente Tolminca verso la chiesa Javorca.
Questo giro, con una descrizione sicuramente migliore della mia, è incluso anche nella guida alla valle dell'Isonzo scritta da Leon Leban

Inizio della salita
La salita parte da Zatolmin, dove le pendenze si fanno subito importanti: per quasi 4 km la media rimane sopra il 15% ma i picchi superano il 30% sempre su fondo cementato.

Planina Pretovc sull sfondo
Successivamente, per altri 3km circa la difficoltà è minore, si iniziano a scorgere alcuni panorami tra gli alberi e in vista di Planina Pretovc il fondo da cementato passa a sterrato.




Superata Planina Pretovc la strada si impenna nuovamente oltre il 10% fino a circa 500 metri dalla fine, dove si pedala su un leggero falsopiano con vista su tutta la parete meridionale del gruppo del Krn.

Ultimo tratto

La discesa invece è "mista": inizialmente si scende con un zig zag nell'erba per poi immettersi in un bel single trail nel bosco fino a sbucare a Planina Medrje. Da qui si fanno alcuni tornanti su una strada forestale fino a Planina Laska Sec





Javorca
Qui, nascosto nel bosco, a sinistra dopo la malga, ha inizio un bel single track lungo una vecchia mulattiera che porta a Planina Crce, dove il sentiero si allarga e siamo ormai in vista della chiesa austro-ungarica Javorca.

L'ultima parte divertente parte dal tornante subito sotto, dove non sembra esserci nulla se non un pascolo, ma attraversandolo si trova il single trail che in breve ci porta sulla strada che da Zatolmin va verso Planina Polog

A questo punto non resta che pedalare per circa 5 km in direzione di Zatolmin lungo la valle della Tolminka. Quando siamo in vista del paese, all'altezza della chiesa di Sv. Peter, si prende il single track sulla sinistra che scende lungo il pendio fino alla strada sottostante.

Complessivamente un giro da 5 stelle considerando la bellezza dei posti visitati e per l'impegno ciclistico richiesto
Difficoltà salita: 5/5
Difficoltà discesa: 3/5